spigola
🐟 Scheda specie ittica 🌿 Acqua salmastra

Spigola: Descrizione, Habitat e Tecniche di Pesca

Dicentrarchus labrax

Descrizione

La spigola (Dicentrarchus labrax), conosciuta anche come branzino, è uno dei pesci più ambiti dai pescatori sportivi e apprezzata in cucina. Si tratta di un predatore di medie dimensioni, dal corpo slanciato e idrodinamico, che può raggiungere una lunghezza massima di 1 metro e pesare fino a 12 kg, anche se gli esemplari comuni si aggirano sui 40-60 cm. Gli esemplari trofeo, quelli oltre i 70-80 cm, sono rari e rappresentano un traguardo ambito da qualsiasi surfcaster o spinning angler italiano.

Il colore della spigola varia dal grigio-argento sui fianchi al bianco sul ventre, con una colorazione grigio scuro o verde oliva sul dorso. Le pinne dorsali sono ben sviluppate, con la prima composta da raggi spinosi, mentre la seconda è più morbida. La bocca è ampia e dotata di denti affilati, adattati alla sua natura predatoria. Un dettaglio biologico interessante è la presenza di due opercoli sovrapposti con margini dentellati e di un pre-opercolo seghettato: queste strutture possono causare tagli profondi durante la slamatura, motivo per cui è sempre consigliabile usare una pinza apposita o un guanto da slamatura.

La spigola ha una vescica natatoria molto efficiente che le consente di sostare a diverse profondità senza sforzo, rendendola un predatore estremamente versatile. La sua muscolatura potente, combinata con la forma idrodinamica del corpo, le permette di nuotare controcorrente e di sfruttare le turbolenze delle onde per sorprendere le prede. È proprio questa caratteristica a renderla uno dei pesci più combattivi e spettacolari da combattere con la canna.

Habitat

La spigola è una specie molto adattabile e si può trovare sia in acque salate che in acque salmastre:

  • Zone costiere: Vive lungo le coste del Mediterraneo, dell’Atlantico orientale e del Mar Nero, prediligendo acque poco profonde. In Italia è diffusa su tutte le coste, dal Tirreno all’Adriatico, dallo Ionio alle isole.
  • Estuari e lagune: La spigola ama le acque salmastre, soprattutto nelle fasi giovanili. Le lagune venete, le valli da pesca del Delta del Po, i laghi costieri del Lazio e della Sardegna sono ambienti dove la specie prospera e raggiunge taglie ragguardevoli.
  • Fiumi: Spesso si spinge verso l’interno, risalendo i fiumi in cerca di cibo. In Italia è documentata la risalita di esemplari anche a diversi chilometri dalla foce in fiumi come il Tevere, l’Arno e il Pescara.
  • Scogliere e secche: Le spigole adulte frequentano volentieri fondali rocciosi, grotte marine superficiali e secche costiere, soprattutto durante le ore notturne di caccia attiva.
  • Spiagge in burrasca: Uno degli habitat preferiti dalla spigola è la battigia durante e dopo le mareggiate, quando le onde smosmuovono il fondo sabbioso e portano allo scoperto crostacei, vermi e piccoli pesci. I surfcaster esperti sanno bene che il mare mosso è spesso sinonimo di abboccate eccezionali.

La spigola è tendenzialmente un predatore solitario, ma i giovani esemplari (sotto i 30 cm) si muovono spesso in branco. Predilige fondali sabbiosi o rocciosi dove può cacciare piccoli pesci, crostacei e cefalopodi. È particolarmente attiva durante l’alba e il tramonto, quando si sposta alla ricerca di prede, ma nelle notti di luna nuova diventa estremamente predatoria anche nelle ore centrali della notte.

Comportamento stagionale nelle acque italiane

La spigola modifica il proprio comportamento e la propria distribuzione durante le stagioni, e conoscere questi cicli è fondamentale per il pescatore sportivo:

  • Inverno (dicembre-febbraio): Gli adulti si spostano verso acque più profonde per la riproduzione. Le catture dalla riva diminuiscono, ma non si azzerano: nelle giornate di vento e mare mosso è ancora possibile intercettarla sotto riva, specialmente nelle ore notturne.
  • Primavera (marzo-maggio): Dopo la frega, le spigole tornano a frequentare le acque costiere basse. È il momento in cui si avvicinano alle foci dei fiumi, alle scogliere e alle spiagge sabbiose. La ripresa alimentare post-riproduttiva le rende molto aggressive e propense all’abbocco.
  • Estate (giugno-agosto): Le temperature elevate spingono la spigola a cacciare prevalentemente nelle ore notturne e all’alba. Durante il giorno staziona in zone più ombrose o profonde. L’estate è il momento migliore per la pesca notturna con artificiali topwater.
  • Autunno (settembre-novembre): È considerata da molti pescatori italiani la stagione d’oro per la spigola. Gli esemplari si nutrono intensamente per accumulare riserve energetiche in vista dell’inverno. Le prime mareggiate autunnali scatenano attività di caccia frenetica sotto riva e rappresentano le migliori occasioni per catture importanti.

Alimentazione

La spigola è un predatore opportunista che si nutre di una vasta gamma di prede:

  • Pesci: Le sue prede preferite includono cefali, triglie, latterini, acciughe, sardine e piccoli pesci che si trovano in acque costiere e salmastre. Ha una spiccata predilezione per i latterini (Atherina boyeri) nelle lagune e negli estuari, e questa informazione è preziosa per scegliere il colore degli artificiali.
  • Crostacei: Gamberi, granchi e altri crostacei costituiscono una parte importante della sua dieta, specialmente nelle acque salmastre e negli ambienti lagunari.
  • Molluschi e cefalopodi: In particolare calamari e seppie, che caccia nelle acque più profonde.
  • Vermi policheti: Spesso trascurati da chi pensa alla spigola come predatrice di pesce, i vermi marini come il Nereis (arenicola) sono invece una componente fondamentale della sua dieta, soprattutto nelle ore notturne sul fondo sabbioso. Non a caso la spigola abbocca ottimamente all’arenicola come esca naturale.
  • Insetti e invertebrati terrestri: Nelle foci dei fiumi e nei tratti a bassa salinità, non è raro che la spigola aggredisca anche insetti caduti in acqua, comportamento che ha ispirato tecniche di pesca con artificiali di superficie simili alla pesca a mosca.

La spigola è una predatrice vorace e attiva soprattutto nelle ore notturne o al crepuscolo, quando il suo istinto cacciatore è al massimo. Un aspetto biologico affascinante è la sua capacità di utilizzare la linea laterale per percepire le vibrazioni nell’acqua: questo organo sensoriale le consente di individuare le prede anche in condizioni di scarsa visibilità, come nelle acque torbide di una mareggiata o durante la notte. È per questo motivo che gli artificiali con una forte vibrazione, come i minnow con azione “wobbling” pronunciata, risultano spesso efficaci anche in acque torbide.

Riproduzione

La spigola raggiunge la maturità sessuale a circa 3-4 anni, con una lunghezza di circa 25-30 cm. Il periodo riproduttivo avviene tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera (da gennaio a marzo nelle acque mediterranee italiane), quando le spigole si spostano verso acque più profonde per deporre le uova. Nel Mar Mediterraneo la frega tende ad anticiparsi rispetto alle popolazioni atlantiche, complice la temperatura dell’acqua mediamente più elevata.

Le uova sono pelagiche e si schiudono in mare aperto in circa 3-5 giorni, a seconda della temperatura dell’acqua. Le giovani spigole (avannotti) si spostano poi verso le coste e gli estuari, dove trovano un ambiente più sicuro e ricco di cibo per crescere. Questa fase di nursery nelle acque salmastre è critica per la sopravvivenza della specie: la conservazione di lagune, valli da pesca ed estuari non inquinati è essenziale per garantire il reclutamento di nuovi individui nelle popolazioni costiere.

Una curiosità biologica rilevante: la spigola è una specie a sesso differenziato (gonocorica), ma in popolazioni sottoposte a forte pressione di pesca è stata documentata una maggiore percentuale di femmine rispetto ai maschi, poiché le femmine tendono a crescere più rapidamente e a raggiungere taglie maggiori. Le femmine di grossa taglia producono un numero di uova enormemente superiore a quello delle femmine giovani: un esemplare da 60 cm può produrre fino a 300.000 uova per ciclo riproduttivo, contro le 50.000-80.000 di una femmina al primo anno di maturità. Questo sottolinea l’importanza biologica del catch and release sugli esemplari di grossa taglia.

Tecniche di Pesca

La spigola è forse il pesce che più di tutti si presta a essere inseguita con tecniche diverse, ognuna adatta a un contesto ambientale specifico. Ecco le principali modalità di pesca sportiva praticate in Italia:

Surfcasting

Il surfcasting è probabilmente la tecnica più diffusa in Italia per la spigola da riva sulle coste sabbiose. Si pesca lanciando un terminale con esca naturale (arenicola, coreano, mazzancolla, cefalopodi) a media-lunga distanza dalla battigia. La spigola viene catturata spesso nelle prime ore dopo il tramonto o prima dell’alba, con il mare leggermente mosso. Le canne da surfcasting di potenza media (100-150 g) con mulinelli di qualità e filo in fluorocarbon o trecciato sottile garantiscono la sensibilità necessaria per avvertire le abboccate spesso delicate di questo pesce.

Spinning da Riva

Lo spinning con artificiali è la tecnica che più entusiasma i pescatori sportivi: richiede mobilità, conoscenza dei fondali e capacità di interpretare il comportamento del pesce. I principali artificiali utilizzati in Italia per la spigola sono:

  • Minnow floating e sinking: Imitano piccoli pesci foraggio. I colori
    • Minnow floating e sinking: Imitano piccoli pesci foraggio. I colori